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L’intervista alla Problem Solver più famosa d’Italia a distanza di un anno dalla pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “Professione Problem Solver”
Ieri sera la Feltrinelli di Via Appia in Roma, ha ospitato lo scrittore e giornalista Luca Bianchini per la presentazione del suo ultimo romanzo, “Io che amo solo te”.
Se ancora non lo avete fatto vi consiglio di leggere l’intervista che ho avuto il piacere di fargli la scorsa settimana e che trovate online su questo blog: Clicca qui! .
A sorpresa con lui sul palco, Fiorello. Mezz’ora di show fuoriprogramma tutto da ridere. Mattatore ed improvvisatore senza eguali.
E cosa dire di Giuliano Sangiorgi dei Negramarano che dal vivo, chitarra e voce, ha emozionato i presenti accorsi all’incontro? Un brivido dal primo all’ultimo arpeggio sulle note di “Ninella mia” (canzone popolare pugliese) e “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, due canzoni decisamente emblematiche perché di grande ispirazione per la scrittura di questo romanzo, il quinto per lo scrittore torinese e storica voce di Radio2.
A monitorare l’incontro il noto “mezzobusto” del tg1, Alberto Matano. Che classe ragazzi!
Un Luca Bianchini palesemente emozionato quanto onorato, ha così ironizzato: “ E’ la prima volta che mi capita di essere il meno noto dei presenti ad una presentazione di un mio libro!”.
Per chi non c’era ma anche (e soprattutto) per chi era presente e vuole rivivere (almeno in parte) l'incontro, cliccate play sul video sottostante! Mi scuso già da ora per la poca stabilità delle riprese, ma non mi andava ti tagliare nulla, sarebbe stato ingiusto... e poi...sempre meglio di niente! ;)
Ricercare l’allegria attraverso il colore che per eccellenza esprime il concetto di lucentezza. Dunque speranza e in tempi duri come questo anche e soprattutto, ottimismo. Questo è ciò che dovrebbe, secondo gli stilisti, voler giustificare l’ondata di giallo che travolgerà la calda stagione 2013.
Ho così scelto alcuni look a me graditi. Una piccola selezione di abiti, sfumature cromatiche e differenti stili. Talvolta s’insedia prepotentemente ma fa da cornice, altre volte è protagonista incontrastato.Comune denominatore: il giallo. ﹆Leggi anche l’articolo a cura di Eleonora Giovanforte “Color Therapy” per saperne di più sui colori in voga quest’estate. Clicca qui!
Affascinanti più che mai sulla cover del loro nuovo singolo dal titolo Divertiamoci (perché c’è feeling) - in rotazione radiofonica dal 16 maggio e in vendita dal 3 giugno su Itunes e Spotify - brano dalle sonorità jungle pop, come le stesse cantautrici, Paola & Chiara amano definirlo.
Un esplosivo mix di pop, richiami esotici, tribal ed influenze rap.
Numerose saranno infatti le collaborazioni con la scena rap/hip pop italiana. Sul web si vocifera di un featuring, ad esempio, con il rapper Moreno, al momento acclamato protagonista del talent show Amici di Maria De Filippi.
Il primo a metterci faccia e impronta vocale è però Razza Krasta, pronto a duettare con loro in questo singolo di lancio. Divertiamoci (perché c’è feeling) come l’intero album, intitolato “Giungla” (dall’11 giugno nei migliori negozi di dischi e digital stores), è firmato dalle stesse Paola & Chiara e vede la collaborazione di Nicolò Fragile per quanto riguarda gli arrangiamenti e l’intervento del noto dj e producer Gianni Bini.
Un album che segna il ritorno delle sorelle Iezzi, incontrastate regine dell’estate, tra le poche artiste italiane a calcare i palcoscenici italiani ed internazionali orgogliosamente a suon di pop, sapendo oltretutto reinventarsi ogni volta, non solo scegliendo sempre nuove direzioni musicali da percorrere ma anche e soprattutto in fatto di stile, riuscendo sempre a proporre un’immagine impeccabile.
In quest’occasione hanno deciso di indossare le creazioni di Roberto Cavalli, stilista che già in passato aveva collaborato con il duo milanese, disegnando per loro gli abiti sfoggiati nel video clip di Fatalità, singolo dell'estate 2005.
Photo Credits ※ Photographer Paolo Santambrogio
Fashion Direction and Styling Simone Guidarelli
makeup Luciano Chiarello
Hair Dora Roberti
Shooting Production and Coordination Valeria Minestra
Dress Roberto Cavalli
Giungla sarà dunque un inno ma anche un invito al puro divertimento e a lasciar libero almeno per una notte l’istinto animale che vive in ognuno di noi.
“Perché questo è “giungla” – affermano le due cantautrici – “una metafora di come viviamo oggi e di come possiamo liberarci dalle convenzioni. l’unico modo per affrontare la giungla è saper trovare la giusta combinazione tra istinto, entusiasmo ed energia ed è questo che la canzone vuole trasmettere.”
Dunque #Divertiamoci perché c’è feeling - ma aggiungerei io - anche stile! E si vede!
Pochi scrittori hanno la capacità di partorire opere in grado di far sorridere e commuovere al tempo stesso.
Inoltre quando si possiede quella - sempre più rara- capacità descrittiva, in grado di farci assalire dalla curiosità durante la lettura, è impossibile non affezionarsi ai suoi protagonisti.
Magari riconoscersi in loro. Seppur così distanti da noi, dal nostro vissuto.
E poco importa se sono il (buon) frutto d'una fervida immaginazione, peraltro invidiabile e fondamentale caratteristica per uno scrittore.
Perché è lì tra quelle pagine, in quell'universo fatto solo apparentemente di paragrafi e capitoli, che si insidiano storie e personaggi a volte più "vivi" di noi, magari perché più coraggiosi.
Come nel caso della protagonista dell’ultimo romanzo dello scrittore e giornalista Luca Bianchini, dall'emblematico titolo: "Io che amo solo te”.
Lei è l'affascinante Ninella, donna che con l’unico vero amore della sua vita, Don Mimì, non s’è potuta sposare.
Si ritrova ora a distanza di venti anni a dover fare i conti col passato, grazie ad un inaspettato quanto curioso regalo del destino.
Romanzo che sta scalando la classifica di vendite nel nostro paese ed è già alla sua seconda ristampa.
A l'autore il plauso, a mio avviso, d'essere riuscito ad immergersi nelle emozioni altrui con coraggio, fino a toccarne le corde più intime. Sentore d'una sensibilità che non tutti hanno il privilegio di possedere.
Grazie soprattutto a quella forza narrativa, fatta di sincerità ed autentica naturalezza, “Io che amo solo te” è in grado per questo - ma non solo - di strapparti una lacrima e al tempo stesso un sorriso.
Da dove nasce l'idea di raccontare un matrimonio del sud? Immergersi in tutto ciò che comporta la sua “maestosa” organizzazione?
Una sera ero a Polignano - reduce dalla presentazione del mio precedente romanzo in una libreria - a cena con dei nuovi amici.
Tra una portata e l’altra incominciano a discutere di matrimoni, questo perché da lì a poco si sarebbe sposata una loro cugina.
Era un discorso fatto di dettagli, alcuni dei quali a me sconosciuti, come ad esempio "il pre-film". Poi le bomboniere, la scollatura di quel vestito della sposa che non andava tanto a genio alla suocera, l'ardua scelta del menù… Tutto era fondamentale.
Rimasi in silenzio ad ascoltare, affascinato ed incuriosito.
Mi appassionai così tanto all'argomento che chiesi istintivamente di essere invitato anch'io alle nozze pur non conoscendo nessuno degli invitati, tanto meno gli sposi.
E' come se a livello inconscio avessi avuto il bisogno di partecipare ad una festa. Di conoscere gente nuova con storie interessanti da raccontare per lasciarmi ispirare.
Forse perché reduce dal precedente romanzo, ambientato a Venezia tra la nebbia di Novembre, decisamente più cupo e malinconico.
Quest'ultimo è anche un piccolo omaggio alla Puglia e le sue tradizioni, e dunque alla piccola cittadina di Polignano che nel tuo libro descrivi poeticamente.
Certo. Polignano è una città bellissima. La Puglia, in generale, mi ha sempre accolto a braccia aperte, con affetto ed ospitalità. Ricordo che una sera a Bari ero a presentare il mio precedente romanzo "Siamo solo Amici".
Con mio immenso stupore trovai la Feltrinelli affollata, nonostante fosse un mercoledì, conoscessi poche persone della zona e non ci fu una buona promozione di quell'incontro. Fu comunque un successo. La stessa cosa avvenne qualche giorno dopo in un'altra libreria a Polignano, dove poi ho deciso di ambientare "Io che amo solo te”.
"Io che amo solo te" è il tuo quinto romanzo. Dal 2003 (anno di pubblicazione del tuo fortunato romanzo d'esordio "Istant Love") ad oggi, cosa è cambiato?
Sono più felice, e non è cosa da poco. In più continuo a sorprendermi.
Ho la fortuna di avere un'esistenza felice ed agiata...
Con questo non intendo certo dire di essermi arricchito economicamente. Vivo anch'io momenti di alti e bassi.
Perché? Se ti fossi economicamente arricchito credi che le cose sarebbero andate diversamente?
Forse sarei stato meno umile e riconoscente, avrei apprezzato meno le piccole cose della vita. Magari non avrei accettato neppure l'invito a trascorrere le vacanze a casa di parenti-di-amici e di gente sconosciuta a Polignano, dove mi sono rifugiato per scrivere. Ragion per cui non avrei potuto partorire questo romanzo.
Te lo aspettavi questo successo? Sei sesto nella classifica generale di vendite.
Non me l'aspettavo o comunque non ci pensavo. Sono conscio del fatto che viviamo in un'epoca fredda in cui consumiamo tutto con molta rapidità.
E che da un momento all'altro le cose possono cambiare o non andare sempre per il verso giusto.
A maggior ragione, se consideriamo che l'editoria è in un periodo di fortissima crisi, sono felice di poter continuare a raccogliere i frutti di un lavoro fatto con passione, grazie all’aiuto di quei lettori al quale sono molto riconoscente.
Com'è l'ambiente degli scrittori , oggi, in Italia?
E' un ambiente pieno d'invidia e competitività, privo di solidarietà. Nessun autore italiano consiglia di leggere libri scritti da colleghi italiani e coloro che recensiscono, dedicano spazio sempre e solo ad opere di autori stranieri.
Mi stai dicendo che non hai un ottimo rapporto con i tuoi colleghi scrittori?
Non intendo dire questo. Con alcuni di loro ho un buon rapporto. Ad esempio Paolo Giordano e Alessandro Piperno.
Mi è molto simpatico Fabio Genovesi… Giancarlo De Cataldo che stimo, ad esempio lui è sempre molto gentile con me.
Ma è vero però che è difficile riuscire ad instaurare un rapporto più profondo. Questo perché il nostro è un lavoro talmente individuale che ci porta ad estraniarci, a vivere in un mondo a sé.
L'affetto da parte dei tuoi lettori, quello, è invece sempre vivo. In rete (e non solo) è pieno di gente che ti apprezza e non perde mai occasione di dimostrartelo.
L'affetto da parte loro credo di essermelo conquistato con l'umiltà e la riconoscenza. Continuo a seminare calore e il pubblico questo lo avverte. Sono sempre molto affettuosi nei miei confronti. E' soprattutto grazie a loro se ancora oggi scrivo e sono arrivato a pubblicare il mio quinto romanzo.
Calore ed affetto che - ad esempio - hai ricevuto dalla popolazione della tua città natale, Torino, dove per la presentazione del libro (ospite d'eccezione Luciana Littizetto) c'è stato il cosiddetto pienone.
E' vero. Dalla mia città ho sempre ricevuto molte attenzioni e non è un affetto di facciata. Cosa che ad esempio non è avvenuta in Toscana. Lì è nato mio padre ed ho trascorso lunghi periodi della mia vita. A quei luoghi dedicai anche un mio precedente romanzo, ma mi hanno filato poco. Pazienza.
Alla fine del libro ben due pagine di ringraziamenti. Molti dei quali sono volti noti che hanno preso parte anche al simpatico video book trailer (guardalo online, clicca qui!). A chi invece non dedicheresti mai un tuo libro?
Non lo dedicherei alle persone snob. A quelle persone che ti giudicano senza neanche avere il coraggio di criticarti apertamente. Ma io sono abbastanza sensibile da capire comunque cosa pensano di me.
Potrei farti dei nomi ma non è il caso.
Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l'inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c'è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la "First Lady". È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet "semicascante" della sposa al gran buffet di antipasti, dall'assegnazione dei posti alle bomboniere - passando per l'Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice "voi meridionali" e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up.
Forse chi segue questo blog e mi conosce bene saprà l’amore che da sempre nutro nei riguardi dell’intera famiglia Missoni. Ho spesso e volentieri raccontato di loro attraverso questo blog e non solo. Perché sempre mi ha affascinato il modo naturale e l’approccio spontaneo che adottano nel creare e promuovere i propri progetti, oltre al fatto che le loro collezioni rispecchiano il mio gusto personale in fatto di stile. Anche se credo sia indubbia la bellezza dei lori capi e il pregio dei loro filati. Come è indiscutibilmente affascinante la storia che lì ha portati ad essere uno dei brand italiani più amati nel mondo.
...
Era un giugno d’un paio d’anni fa. L’inizio della mia avventura di blogger e la possibilità di assistere alle prime sfilate dal vivo per poi raccontare, scrivere ed apprendere, migliorarmi. Fare palestra. Non chiedevo altro, non ho mai chiesto altro per passione. Ottavio Missoni e la sua famiglia furono i primi a darmi quest’opportunità.
E pensare che riuscire ad entrare nell’affascinante jet set “modaiolo” sembrava cosa impossibile per uno che come me non aveva alcuna amicizia importante o contatti prestigiosi da giocarsi.
Da quel famoso giorno in cui mi si aprirono le porte della Fonderia Napoleonica Eugenia di via Thaon de Revel (location per la sfilata Uomo P/E 2012), in una calda giornata di Giugno d’una Milano galvanizzata dalla settimana della moda maschile. Io, giovane ed inesperto avrei dovuto/potuto raccontare quella loro collezione, conoscere ed intervistare l’intera famiglia, a modo mio e senza alcuna restrizione.
Per me quel giorno segnò l’inizio d’una avventura che ancora oggi continua - se pur con alti e bassi - e che mi ha portato inaspettatamente a raggiungere numerosi traguardi di cui andar fiero. Una giornata che non dimenticherò mai e porto con me tra i miei ricordi più preziosi.
E’ per questo ma non solo che mi stringo al dolore di Rosita e dell’intera famiglia e di tutte le persone che gli hanno voluto bene.
Ciao Ottavio!
Da Kylie Minogue a Roberto Bolle, da Carine Roitfeld a Gisele Bundchen. Lo scorso 4 Maggio, un folto gruppo di star si sono ritrovate al 717 di 5th Avenue a New York per festeggiare l'apertura della nuova Fagship Boutique di Dolce & Gabbana.
Chi era presente al Party? Giovanna Battaglia, Gisele Bundchen, Kylie Minogue, Chloe Sevigny, Emilia Clarke, Stephanie Seymour, Harry + Peter Brant , Derek Blasberg, Bianca Brandolini D’Adda, Coco Brandolini D'Adda, Lauren Santo Domingo, Margareth Made, Constance Jablonski, Zani Guglemann, Roberto Bolle, Paloma Faith, Natalie Dormer, Zhang Ziyi, Spike Lee, Anne V, Cristiana Capotondi and Jesse Tyler Ferguson, Douglas Friedman, Michael Avedon, Kelly Bensimon, Harley Viera Newton, Mia Moretti, Vlad Roitfeld, Julia Roitfeld, Carine Roitfeld, Nicole Trunfio, Cory Bond, Garrett Neff, Phillip Bloch, Brad Goreski, Stacey Keibler, Nicky Hilton, Marjorie Gubelmann, Gherardo Guarducci, Lauren Remington Platt, Lorenzo Martone, Eli Reed, Kate Schelter, Amy Sacco, Kate Young, Arden Wohl, Athena Calderone, Lisa Marie Fernandez, Erin Heatherton.
Un incrocio di emozioni e aspettative differenti. Racconti che mostrano personaggi in momenti di vita vera lasciandone trasparire personalità e storie.
Tutti però accomunati dalla scelta di indossare occhiali Frames of Life, quel "dettaglio rivelatore" che non sovrasta, bensì tende a sottolineare con stile il carattere di ogni protagonista.
Riparte con queste intenzioni la campagna eyewear "Frames of ife" della maison di Giorgio Armani, nata nel 2010. Questa volta il centro nevralgico dei video racconti è un caffè nella piazza di una grande città, un luogo dove converge un incessante flusso di persone: tante storie, tutte diverse e irripetibili, che si intrecciano e danno vita a un nuovo racconto narrativo.
Come quella di Nina, Violoncellista alla ricerca del suo primo ingaggio. Video Storia in anteprima esclusiva per il lettori di Modaholic, visibile a partire da oggi. Insieme a lei ci saranno anche Luc, uno scrittore che vede pubblicare la sua prima opera; Carlos, un giovane barman con la passione per il cinema e Lucille e Adrian, giovani architetti di successo.
NINA - AR8017RZ La violoncellista indossa un occhiale dal carattere forte e deciso, dall’impronta retrò, che cela particolari tecnologici all’avanguardia e una sofisticata ricerca dei materiali. Sottili e flessibili aste in titanio sorreggono il frontale in acetato, arricchito da uno spoiler in nappa morbidissima effetto invecchiato. Il logo Frames of Life è inciso a laser all’interno dell’asta. Tra le varianti di colore: nero con spoiler in pelle grigia, verde oliva con spoiler in pelle marrone e avana screziato con spoiler in pelle nera.
LA NUOVA CAMPAGNA FRAMES OF LIFE E’ ONLINE SU http://news.armani.com/it/giorgioarmani/framesoflife/